The librarian post #2

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Rubrica The librarian post

Prima di iniziare i consigli di lettura, una piccola premessa. Fino all’anno scorso non ero particolarmente interessata alla cucina di Cracco, perché lo conoscevo solo da un punto di vista, per così dire, televisivo. Avevo guardato pochissime puntate di MasterChef e mi aveva dato l’impressione di colui che doveva impersonare il “cattivo, per questioni di copione. Il mio cambiamento è iniziato un giorno, quando sul blog Il senso gusto è apparso un bellissimo post in cui Roberta parlava di una cena nel ristorante di Cracco. Ne son rimasta talmente affascinata che ho fatto un passo indietro, ho messo da parte ogni pregiudizio e mi son informata su di lui. Ho letto qualcosa qua e là, ho sbirciato il sito del ristorante. Per Natale mio marito mi ha regalato l’ultimo libro e, qualche giorno fa, ne ho presi due in biblioteca, che ho letto in due giorni.
Risultato? Sono affascinata dal suo modo di pensare e di fare cucina.

1. La quadratura dell’uovo
Carlo Cracco ; con opera grafica di Claudio Papola

L’uovo probabilmente, anzi sicuramente, è l’alimento che più rappresenta Cracco: il tuorlo d’uovo marinato, il tuorlo croccante, le tagliatelle di uovo marinato, ecc.
Questo è il libro che mostra la genesi dell’interesse per un elemento tanto importante in cucina, quanto relegato troppo spesso a semplice ingrediente di ricette più complesse e quasi mai considerato come piatto a sè. Accade anche in casa, purtroppo: quante volte si prepara un uovo perché non c’è altro nel frigo? Quasi fosse un ripiego.
Lo chef Cracco, con la sua storia professionale e con questo libro, ci mostra quanto invece si tratti di un alimento nobile, che può addirittura essere reinventato ed eletto a re del piatto, magari accompagnato da pochi altri ingredienti.
Non pensate di trovarvi di fronte a un libro di ricette, perché stiamo parlando di qualcosa di più: un libro che oltre ad essere un saggio gastronomico è anche un oggetto da sfogliare, da tenere tra le mani come qualcosa di prezioso, da osservare con ammirazione, grazie anche all’impostazione grafica e al contributo dell’artista Claudio Papola. E’ un libro curioso che gira tutto intorno all’uovo e lo fa da diversi punti di vista: quello matematico, con l’Equazione polare dell’uovo di Luciano Buggio, quello filosofico, con le parole di Platone e di Constantin Amariu, quello artistico, con l’opera di René Magritte, quello ingegneristico, con l’idea sorprendente di Giannino Marzotto, quello musicale, con il contributo di Marsilio Ficino e, per concludere, la ricetta dell’uovo sodo raccontata magistralmente da Eugène Ionesco. Ovviamente non mancano le ricette dell’uovo marinato di Carlo Cracco, che costituiscono il compimento perfetto di questa quadratura.
Lo potete trovare nelle seguenti biblioteche
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Voto assegnato su aNobii: 4 su 5

Se dovessi tradurlo in decimi: 9 su 10


2. Cracco : sapori in movimento
Carlo Cracco e Alessandra Meldolesi
Decisamente differente da quello di prima, Cracco. Sapori in movimento contiene 60 preparazioni dello chef, che vengono riportate in queste pagine, accanto ai suggestivi testi di Alessandra Meldolesi e alle bellissime fotografie di Bob Noto; attenzione, però, perché non è assolutamente un manuale di cucina corredato da ricette. Ho avuto modo di sfogliare un altro libro della collana Grandi cuochi della Giunti e, come con questo, ho avuto la sensazione di avere tra le mani una sorta album che espone l’opera di un artista, come se fosse un volume su Van Gogh, per fare un esempio. Sì, vengono forniti i procedimenti per chi volesse replicare le ricette, ma secondo me il fine è principalmente quello di mostrare il percorso professionale e artistico del cuoco. Ed è proprio per questo che l’ho adorato: spesso ciò che cerco io è quell’ispirazione che viene  dai grandi cuochi, non per copiarli, non per provare le loro ricette (che preferirei gustare nei loro ristoranti), ma per catturare quel dinamismo artistico, che mi permette di lanciarmi nella sperimentazione. Questo è ciò che cerco io in un libro di cucina, non una serie di ricette alla Cucchiaio d’argento da provare a casa, ma ispirazione nel senso più puro del termine: mi rendo conto che il mio è un punto di vista assolutamente personale, ma è proprio per questo che sto cercando di farvi passare quello che, secondo me, è il messaggio finale del libro in questione. Insomma, se cercate un libro di ricette semplici per stupire i vostri ospiti, questo non è il libro che fa per voi.

Il leit motiv della cucina di Cracco è la ricerca della primissima qualità, l’utilizzo della materia prima d’eccellenza, e questo pensiero ha conosciuto il suo punto di arrivo (o di inizio?) nella collaborazione con la storica gastronomia Peck, che si trova a due passi dal Duomo di Milano. La cucina di Cracco, accompagnato dal suo fedelissimo “secondo” Matteo Baronetto, è prima di tutto rispetto ed esaltazione della materia prima e questa filosofia si traduce in piatti molto essenziali, minimalisti, che talvolta reinterpretano la tradizione meneghina e altre volte vengon fuori da una genialità che definirei rara.

Lo potete trovare nelle seguenti biblioteche

Voto assegnato su aNobii: 5 su 5
Se dovessi tradurlo in decimi: 9 su 10


3. Se vuoi fare il figo usa lo scalogno : dalla pratica alla grammatica : imparare a cucinare in 60 ricette
Carlo Cracco
L’ultimo nato, Se vuoi fare il figo usa lo scalogno, è secondo me il libro che serviva agli italiani, soprattutto telespettatori, sempre più alla ricerca delle ricette veloci e facili da realizzare, che erroneamente si crede di dover relegare ai prodotti semi-pronti, altrimenti “chi ce la fa a cucinare, lavorare, badare alla casa e ai bimbi?” Di fronte ai tanti libri di pseudo-cucina veloce che impazzano nel mondo dell’editoria o alle trasmissioni televisive che sembrano dimenticare l’eccellenza dei prodotti italiani, questo di Cracco è una sorta di risposta: per cucinare velocemente, non serve molto, basta affidarsi a ingredienti buoni e di stagione e con semplicissimi passaggi si può preparare un pasto degno di esser chiamato con questo nome.
Questo libro è un vero e proprio ricettario, ma non è altisonante come un manuale di cucina: attraverso i toni di una piacevole chiacchierata, Cracco offre suggerimenti, piccoli trucchi, curiosità e qualche breve lezione di cucina.
Ci sono due aspetti che, secondo me, non rendono questo libro eccellente. Il primo è che il sottotitolo è fuorviante, perché non si impara a cucinare in 60 ricette, ma nemmeno in 300 ricette: per imparare a cucinare, si passa prima di tutto dalla conoscenza delle materie prime e dalle tecniche di base, per poi arrivare alle ricette. Questo uno chef lo sa bene, perché ci è passato, prima a scuola e poi con la gavetta, quindi presumo sia stata una scelta editoriale, per accattivare un pubblico maggiore, quel pubblico di cui sopra, e se da una parte questo ha un senso, dall’altra può rivelarsi una fregatura per chi davvero si illude di imparare a cucinare con un libretto di poche pagine. Ripeto che tra le righe ci sono moltissimi suggerimenti, che possono venire utili in qualsiasi cucina, però forse ci vuole un occhio più attento per coglierlo e forse questo lavoro potrebbe essere un ottimo punto di partenza per impartire davvero lezioni di cucina. Il secondo appunto che potrei fare a questo testo è che alcuni aspetti son dati per scontati ma non, come si crede secondo un luogo comune, perché lo chef voglia tener per sè i trucchi, ma solo perché facendo questa professione per anni si tende in automatico a sottovalutare alcuni passaggi che diventano quasi parte di te, ripetendoli tutti i giorni. In questo senso credo che sarebbe stato utile affiancare a Cracco una persona che non sa nulla di cucina e che lo fermasse nel momento in cui i passaggi risultassero poco chiari a un neofita della cucina.
Una trovata editoriale dunque? Non so, probabilmente sì, ma io continuo a pensare che sia un buon libro, soprattutto se lo si contestualizza in questo periodo culinario-casalingo italiano, e che val la pena di leggerlo.
Lo potete trovare nelle seguenti biblioteche

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Voto assegnato su aNobii: 3 su 5
Se dovessi tradurlo in decimi: 7 su 10
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