The librarian post #6

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Rubrica The librarian post

Un libro non merita di essere letto a dieci anni se non merita di essere letto anche a cinquanta (C. S. Lewis)
La letteratura per l’infanzia è un filone della letteratura che mi affascina molto (è proprio la materia su cui ho lavorato per la mia tesi di laurea) e non potrei trovarmi più d’accordo con l’autore delle Cronache di Narnia, Lewis, e con la sua frase riportata in apertura del post. Per me non esistono etichette per apprezzare un buon libro: un bell’albo illustrato merita la stessa attenzione di un romanzo. Se ci pensiamo bene, inoltre, sui libri per bambini raramente viene indicata una fascia di età precisa: tuttalpiù vi si trovano diciture come “dai 3 anni”, “+3”: questo significa che è consigliato per chi ha almeno 3 anni, ma non significa che a 30 non lo si possa apprezzare.
Ci sono libri per ragazzi che per apprezzarli completamente dovrebbero esser letti all’età consigliata e in età adulta: penso ad esempio a certe fiabe, intrise di argomenti tutt’altro che infantili, a libri come Il piccolo principe, che personalmente ho letto da bambina e riletto qualche anno fa, con un occhio totalmente diverso.
Alla luce di questo ragionamento, oggi voglio parlare di tre albi illustrati.


Tararì tararera…storia in lingua Piripù per il puro piacere di raccontare storie ai Piripù bibi
Emanuela Bussolati

Vincitore del Premio Andersen – Miglior libro 0-6 anni, questo albo illustrato di Emanuela Bussolati racconta le avventure di Piripù Bibi, un piccolo personaggio, che vive con la sua famiglia in un luogo immaginario e che parla in lingua Piripù, un linguaggio inventato, che costituisce la vera peculiarità del libro. Un linguaggio che altro non è che una sequenza di suoni, onomatopee, rumori, un linguaggio che ricorda molto quello dei bimbi alle prime armi con le parole: quella lingua speciale la cui comprensione sembra essere riservata soltanto a genitori e figli.
L’adulto che legge questo libro a un bambino, proprio grazie a questo linguaggio, può giocare molto con le intonazioni della voce, la gestualità, le espressioni facciali, trasformando la lettura in un vero e proprio gioco. Anche chi è meno propenso alla lettura ad alta voce, non può che farsi trasportare da questa maniera di raccontare più intima, divertente e coinvolgente.
Lo potete trovare nelle seguenti biblioteche:
Voto assegnato su aNobii: 5 su 5

Il mio gatto è proprio matto
testo e illustrazioni di Gilles Bachelet
Vi presento il mio gatto: un gatto molto grosso e molto molto matto.
Come dite? Non è un gatto?
Un elefante?
Ma no! Ve lo dico io: è un gatto, è il mio gatto!
Questo potrebbe essere l’inizio della lettura di questo libro, rivolta a un gruppo di bambini. Il lettore con convizione presenta il suo gatto, che però è chiaramente un elefante, ma continua a raccontare, elencando tutta una serie di caratteristiche proprie dei gatti, rendendosi conto d’altro canto che in alcuni particolari non sembra affatto un gatto e per questo lo ritiene fuori di senno. I bambini reagiscono subito tra lo stupore e la curiosità: sanno benissimo che quello che vedono è un elefante, ma attendono di capire dove il lettore vuole arrivare, finché iniziano a pensare che sia il lettore ad essere un po’ matto e cominciano a replicare che no, quello non è un gatto, bensì un elefante, perché è grosso, non ha i baffi e le orecchie a punta e ha persino la proboscide!
Credo che questo sia uno degli albi più belli che abbia incontrato in questi anni: per me si è rivelato uno spasso alla prima visione, ma poi, vedendo la reazione sui bambini, ho trovato conferma dell’idea geniale che ha avuto l’autore per trasformare la lettura in un qualcosa di assolutamente divertente e interattivo.
Lo potete trovare nelle seguenti biblioteche:

Voto assegnato su aNobii: 5 su 5


E con Tango siamo in tre
Justin Richardson e Peter Parnell ; illustrazioni di Henry Cole
Nello zoo di Central Park ci sono molti animali, tra cui anche i pinguini. Nella stagione degli amori, tutte le coppie di pinguini maschi e di pinguini femmine preparano il nido per formare la loro famigliola. Roy e Silo però, pur amandosi molto, non possono fare come gli altri: decidono così di creare il loro nido, covando un sasso. Un guardiano dello zoo, intenerito dall’amore e dalla dedizione dei due pinguini, sostituisce il sasso con un uovo abbandonato. Roy e Silo proteggono l’uovo, lo covano, finché esce un piccolo pinguino, che decidono di chiamare Tango, il primo pinguino dello zoo ad avere due papà.
Una storia realmente accaduta a Central Park, raccontata in modo commuovente e delicato; una storia attuale, rivoluzionaria, da far leggere assolutamente ai bambini, ma anche (e soprattutto) agli adulti, che purtroppo, differentemente dai primi, sono già troppo macchiati dai pregiudizi.
Lo potete trovare nelle seguenti biblioteche:
Voto assegnato su aNobii: 4 su 5

Se dovessi tradurlo in decimi: 9 su 10

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