Le mie tradizioni: le ferratelle e uno sguardo sul Molise

ferratelle

Le mie tradizioni

Il mio cuore è per metà piemontese e per metà molisano e non può mancare un post sul Molise. E’ una regione pressoché sconosciuta ed è un vero peccato perché è molto bella, ricca di luoghi da visitare e prodotti tipici da gustare.
Una parte della mia famiglia è originaria di Isernia, una città che man mano che passano gli anni amo sempre di più.
Nelle poche fotografie che vi riporto, ho cercato di mostravi gli angoli più caratteristici:
– la Fontana Fraterna (o Faterna o della Concezione), simbolo della città, è una fontana di pietra calcarea, con sei fonti, costruita nel 1835 con i pezzi di due fontane, situate una nella stessa piazza in cui si trova ora e l’altra vicina alla Cattedrale. [Qui per saperne di più]
– la Cattedrale di San Pietro Apostolo è la chiesa più importante della città, situata in centro storico, nella zona che dagli abitanti viene chiamata “al mercato”, costruita a partire dai resti di un tempio capitolino (dedicato a Giove, Giunone e Minerva) del III secolo a.C. [Qui per saperne di più]
– i caratteristici vicoli, dove avrei tanto voluto fotografare (ma purtroppo non ho avuto il coraggio di disturbarle) le anziane signore intente a lavorare al tombolo, il merletto tipico di Isernia, il prodotto artigianale che sicuramente rappresenta maggiormente la città, tant’è che proprio vicino alla fontana Fraterna è stato allestito un museo del tombolo. [Qui e qui per saperne di più]

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Sono molti i luoghi che si possono visitare, paesini caratteristici, luoghi di mare o di montagna: ad esempio il Campitello della Rocca (detto anche Piccolo Campitello), dove si può godere di un paesaggio bellissimo, anche se la strada per arrivarci è particolarmente impervia.

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Oppure luoghi ricchi di storia, come gli scavi di Sepinoo il Teatro Sannitico di Pietrabbondante: un’area archeologica situata vicino a un paesino caratterizzato da rocce imponenti che rendono il panorama veramente stupendo. [Qui per saperne di più del teatro-tempio]

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Molti altri post caratteristici come Capracotta, il Matese, Agnone, Campobasso, il Lago di Castel San Vincenzo di Cerro al Volturno, Termoli; intorno a Isernia Castelpetroso, Pesche, Carpinone; inoltre sconfinando si può fare un salto alla Camosciara, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, o a Montecassino con la sua Abbazia, nel basso Lazio, a confine con il Molise.
I piatti tipici sono molti, ma oggi vorrei mostrare le ferratelle: dolci tipici del Molise e dell’Abruzzo, sono preparati con una pasta morbida da cuocere all’interno di uno stampo di acciaio (o ghisa) che viene posizionato direttamente sul fuoco, prima da un lato e poi dall’altro. In commercio ne esistono di due tipi: morbide e secche. Io preferisco quelle morbide, che in genere sono piuttosto spesse e hanno una trama a rombi (da qui il nome ferratelle); quelle secche invece sono più sottili e l’impronta che le contraddistingue è floreale.
Il ferro che ho io serve per queste ultime, perché l’impasto rimane più sottile e tende ad asciugarsi in fretta, tuttavia preparandone poche per volta, non si corrono rischi: appena fatte sono morbidissime, proprio come piacciono a me.
La ricetta è adattata da quella di una cugina di mio papà: in realtà sarebbe la ricetta per il ferro romboidale (che si può anche sostituire con la piastra dei waffle).
Mia nonna faceva un impasto più duro, ideale per il mio ferro, ma purtroppo non mi sono fatta lasciare la ricetta.

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Ingredienti
2 uova
100 g di burro
50 g di zucchero
50 g di farina di grano tenero 0
scorza grattugiata di limone
olio per ungere lo stampo

Procedimento

Montare il burro finché è spumoso. incorporare i tuorli delle uova, lo zucchero, la farina e la scorza di limone. Amalgamare bene. Montare a neve ferma gli albumi e unirli delicatamente al composto, mescolando dall’alto verso il basso.
Ungere lo stampo e scaldarlo da entrambi i lati sul fuoco, protetto da frangifiamma. Versare una cucchiaiata di composto al centro dello stampo e chiuderlo, senza premere troppo, altrimenti le cialde rimangono troppo sottili. Far cuocere un paio di minuti per lato e togliere la ferratella dallo stampo. Procedere in questo modo finché il composto sarà terminato.
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