La fame vien leggendo: uno strudel nella città vecchia

strudelarancemela

Rubrica La fame vien leggendo

Ricetta dello strudel qui.

Con questa ricetta ho partecipato al gioco online MTChallenge.

Spesso, per ritornare alla mia casa
prendo un’oscura via di città vecchia.
Giallo in qualche pozzanghera si specchia
qualche fanale, e affollata è la strada.

Qui tra la gente che viene che va
dall’osteria alla casa o al lupanare,
dove son merci ed uomini il detrito
di un gran porto di mare,
io ritrovo, passando, l’infinito
nell’umiltà.
Qui prostituta e marinaio, il vecchio
che bestemmia, la femmina che bega,
il dragone che siede alla bottega
del friggitore,

la tumultuante giovane impazzita
d’amore,
sono tutte creature della vita
e del dolore;
s’agita in esse, come in me, il Signore.

Qui degli umili sento in compagnia
il mio pensiero farsi
più puro dove più turpe è la via.

(Città vecchia, Umberto Saba)

Se penso a Trieste, la città di Mari, che ha proposto la ricetta dello strudel, non posso non riallacciarmi al poeta che rappresenta di più questa città: Umberto Saba subì una notevole influenza dall’esser nato e vissuto in una città come Trieste, crocevia di culture, lingue e religioni diverse, dove se da un lato si rischiava di essere marginali e in ritardo rispetto al resto della penisola, dall’altro si aveva il vantaggio di vivere a stretto contatto con la cultura tedesca e quindi di essere all’avanguardia.
Trieste fu protagonista di molte delle poesie di Saba e, nel Canzoniere, vi dedicò un’intera sezione: Trieste e una donna (dove la donna era la moglie Lina).
Città vecchia è una poesia che si trova proprio in questa sezione e, mentre preparavo questo strudel, mi è venuta in mente. Pensavo prima a Trieste, componimento in cui la città viene osservata dall’alto e amata come una donna, e poi immaginando l’interno dello strudel, avvolto da questa pasta così sottile, mi sono ricordata di Città vecchia, dove Trieste viene vista da dentro, attraverso la gente, il porto, il degrado, l’umiltà, che permettono all’io del poeta di purificarsi. Nelle vie della città si incontra amoralità che diventa per Saba naturalezza, in contrapposizione all’ipocrisia del mondo borghese.
Allora nel mio strudel dolce non potevano che entrare ingredienti semplicissimi: arance, mele, biscotti, miele. Ad accompagnarlo una crema di ricotta Seirass (ricotta tipica piemontese), mescolata con un goccio di miele.

Ingredienti

per la sfoglia (ingredienti della ricetta originale, fatta eccezione per il tipo di farina):

150 g di farina tipo 2 macinata a pietra

100 ml di acqua

1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva

1 pizzico di sale

per il ripieno:

1 arancia della Sicilia
1 mela Golden
60 g di miele di acacia
50 g di biscotti tipo gallette
per la crema:
150 g di ricotta Seirass
50 g di miele di acacia

Procedimento
Scaldare l’acqua, deve essere abbastanza calda ma non bollente. Setacciare la farina in un recipiente, aggiungere il sale e l’olio e versare a mano a mano l’acqua calda mescolando. Quando la farina avrà assorbito tutta l’acqua, togliere l’impasto dal recipiente e cominciare a lavorarlo con le mani su una spianatoia per un paio di minuti, fino ad ottenere un impasto morbido, quasi appiccicoso ma che comunque non resta attaccato alla spianatoia o alle dita. Mettere l’impasto a riposare, coperto da un panno umido o da una pellicola, per circa mezz’ora. Nel frattempo accendere il forno e portarlo alla temperatura di 180°C.
Sbucciare la mela e tagliarla a fettine sottile. Grattugiare la scorza dell’arancia e tenerla da parte. Pelare l’arancia a vivo. Unire la mela e l’arancia, aggiungere il miele e spremere la parte dell’arancia scartata, in modo da ottenere un po’ di succo. Lasciar riposare la frutta finché non si stende la sfoglia.
Nel frattempo tritare i biscotti nel mixer e unirli alla scorza di arancia.
Mettere una tovaglia pulita (possibilmente lavata con sapone neutro e ben sciacquata), di lino o di cotone, sopra a un tavolo. Infarinare leggermente la tovaglia, prendere l’impasto e cominciare ad appiattirlo con le mani sopra alla tovaglia, quindi spianarlo aiutandosi con un mattarello. Quando la sfoglia comincerà ad essere abbastanza sottile mettere da parte il mattarello, sollevare la sfoglia dal tavolo aiutandosi con le mani e, tenendola con le nocche nella parte sottostante, cominciare a tirarla verso l’esterno facendola girare ogni tanto e facendo attenzione che non si rompa. La sfoglia deve diventare praticamente trasparente. Riporla nuovamente sulla tovaglia. Siccome i bordi saranno rimasti un po’ più spessi, passare con le dita lungo tutta l’estremità della sfoglia tirando la pasta per assottigliarla.
Disporre il composto di biscotti sulla sfoglia, e sopra di esso l’arancia e la mela, scolate dal liquido.
A questo punto, aiutandosi con la tovaglia, cominciare a sollevare la sfoglia per arrotolarla sul ripieno. Far fare un paio di giri, quindi ripiegare anche i due lembi esterni e continuare ad arrotolare fino alla fine.
Disporre lo strudel su una leccarda rivestita di carta da forno e spennellare la superficie con il liquido da cui è stata scolata la frutta. Cuocere in forno per 30-40 minuti.
Per la crema, mescolare semplicemente la ricotta con il miele e servirne una quenelle accanto a ogni fetta di strudel.

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