Le mie tradizioni: brut e bun

brutebun

Le mie tradizioni

I brutti ma buoni sono dei dolci di forma irregolare, dall’aspetto piuttosto brutto ma dal sapore molto buono: una base di meringa e nocciole (mandorle in alcune regioni) pestate.
In Piemonte si chiamano brut e bun e sono a base di nocciole, ovviamente di qualità tonda gentile. C’è chi le nocciole le trita più finemente, chi le lascia quasi intere: io preferisco schiacciarle appena, perché mi piace sentire la loro nota croccante.

Ingredienti
100 g di albumi
200 g di zucchero
200 g di nocciole di qualità tonda gentile delle Langhe, tostate

Procedimento
Versare gli albumi (che devono essere a temperatura ambiente) in una ciotola di acciaio. Iniziare a montare. Quando il composto è quasi montato iniziare a versare lo zucchero, pian piano, a pioggia, e continuare a montare, finché la meringa sarà ben ferma. Pestare grossolanamente le nocciole, mettendole all’interno di un canovaccio pulito e schiacciandole con un batticarne, e aggiungerle agli albumi.
Versare il tutto in una padella antiaderente e portarla sul fuoco. Sulla fiamma bassa, mescolare energicamente con un cucchiaio di legno, finché il composto inizia a formare dei fili: mescolando, si potrà notare una specie di scia filamentosa.
Prendere una teglia e coprirla con carta da forno; versare il composto a mucchietti, aiutandosi con due cucchiaini; cuocere in forno preriscaldato a 160° per 30 minuti circa (il tempo varia in base al forno, quindi conviene controllarli, per evitare di bruciarli).

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