Assaggiando Godot

Assaggiando Godot, ovvero una rubrica su cibo e teatro

Che cosa potranno mai avere in comune la tavola e il palcoscenico?
Probabilmente è soltanto il mio inconscio ad essere costantemente alla ricerca di una contaminazione tra i miei diversi interessi e, visto che uno di questi è proprio il teatro, sentivo il bisogno di trovarvi uno spazio tra le pagine del mio blog.

Lo ripeto sempre: cibo non significa soltanto nutrirsi, la gastronomia è cultura, espressione di un territorio e di un’epoca, può essere ricordo di infanzia, occasione di convivialità, ma soprattutto è emozione ed è in questo senso che io la considero una forma d’arte. E’ in questo senso che per me la cucina è teatro.

Emozione che mette in contatto chi sta ai fornelli e chi è seduto a tavola: il cuoco, quando studia una ricetta, esprime molto di sè, del suo vissuto, della sua infanzia, dei suoi ricordi, delle sue esperienze e ricerche e, quando la prepara e la porta in tavola, va in scena come fosse su un palcoscenico, comunica con il suo commensale attraverso quel piatto, come l’attore lo fa attraverso il personaggio che interpreta. Il cuoco può avere tante anime ed esprimerle cucinando, così come l’attore può far vivere le sue mille sfaccettature in ogni maschera che indossa.

La cucina come modo di esprimersi. Un modo di esprimersi che da un lato può essere individuale, egocentrico, ma che dall’altra ha un riscontro immediato da parte dei commensali che assaggiano. A teatro avviene lo stesso: il palcoscenico non può prescindere dal pubblico, con il quale spesso si crea uno scambio di emozioni che lascia un’impronta diversa in ogni messa in scena.
Con un piatto si va in scena e nel tempo lo si può modificare, migliorare, per ripresentarlo la volta successiva in una veste leggermente diversa. Uno spettacolo teatrale non è mai uguale a se stesso ma cresce con i suoi attori, con il suo pubblico, in ogni rappresentazione si aggiunge qualcosa. Per me è così anche in cucina e spesso mi capita di studiare un piatto e di cambiarlo nel corso del tempo, di perfezionarlo, sulla base delle reazioni dei miei clienti.
Questi e molti altri sono gli elementi di riflessione che mi han portata a sentire la cucina e il teatro più vicini di quanto si immagini e spero, pian piano, attraverso questa rubrica, di chiarire il mio punto di vista.
Non sono assolutamente un’esperta, anzi, sono una semplice spettatrice (o lettrice), piuttosto ignorante per la verità, ma sempre alla ricerca di emozioni forti, di quelle sensazioni che solo il teatro è in grado di far provare. Sensazioni che vorrei provassero i miei commensali ogni volta che degustano i miei piatti.
In questa rubrica parlerò di spettacoli teatrali, visti dal vivo, in trasposizione cinematografica o televisiva, di letteratura teatrale, di autori e attori e mi farò ispirare per creare piatti contaminati.

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